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Ricette tipiche Umbre - Italian Recipes
 lagotrasimeno.it : Ricette tipiche Umbre - Italian Recipes
Subject Topic: La buccia di pasta al formaggio Post ReplyPost New Topic
 La buccia di pasta al formaggio
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Editor
Posted: 14 June 2004 at 6:59pm | IP Logged Quote Editor

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Joined: 05 April 2004
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La buccia di pasta al formaggio
[ la trovi su Recipes Guide  - Pizze - clicca Qui]

Nel secolo scorso gli umbri si preparavano e celebravano la santa Pasqua in questa maniera:
il primo giorno di Quaresima le famiglie cristiane al completo si recavano in Chiesa per ricevere sul capo le ceneri e per meditare sulle parole pronunciate dal Sacerdote al momento dell’imposizione delle ceneri stesse:
«ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». La Quaresima la osservavano scrupolosamente, con l’astinenza dalle carni, digiuno, preghiere e mortificazioni;
e nell’attesa di ricevere la benedizione di Dio nelle abitazioni, gradatamente, tutto veniva rimosso, pulito e lucidato. La Settimana Santa la Chiesa ci fa rivivere la passione del Signore e le brave massaie, per non mancare alle suggestive cerimonie,

il Mercoledì Santo preparavano per il giorno di Pasqua: focacce, torte dolci, al formaggio e per i più piccoli con la pasta della torta al formaggio una «buccia» a testa.
Prendevano la quantità di pasta necessaria, la ritagliavano in vari pezzi e componevano una specie di pupazzo; in cima al capo ci infilavano, sino a metà, un uovo, gli occhi li creavano con un chicco di caffè, mentre con un rosso d’uovo, usando una penna d’oca, l’indoravano in vari punti creando così sopracciglia, bocca, orecchie, bottoni, ecc., ecc. poi li ponevano a lievitare e li cuocevano al forno.

La mattina del Giovedì Santo i fedeli si recavano in Chiesa per assistere ai riti liturgici e vi ritornavano il pomeriggio per pregare dinanzi al «santo Sepolcro» adorno di veli, ceri, fiori, piante ornamentali e vasi di veccia bianchissima con al centro infilato un lumino acceso (l’imbiancamento della veccia avviene se, dopo seminata, i vasi vengono posti in ambienti assolutamente privi di luce).

Il Venerdì Santo, dopo aver partecipato alla commemorazione delle tre ore di agonia di nostro Signore si preparavano ed intervenivano numerosi alla solenne Processione che sfilava lungo le vie illuminate con fiaccole a olio, torce a vento, ed a gusci di lumache ripieni di olio e fili di cotone ritorto. Aprivano le Processioni le varie compagnie con i loro lampioni e bende bellissime, i confratelli per penitenza camminavano scalzi, il volto bendato con il cappuccio del proprio camice, i fedeli con in mano le torce accese seguivano il più commovente e umano quadro che Dio stesso ci ha dato: il Cristo deposto dalla Croce adagiato sul cataletto, ricoperto di primule e viole; dietro veniva l’Addolorata vestita a lutto e nel volto i segni di tanto dolore. Le meste note della banda cittadina contribuivano a rendere più suggestiva che mai la solenne cerimonia.

Il Sabato Santo in ricordo della Resurrezione, si assisteva alla S. Messa. Al Gloria faceva solenne ingresso il Salvatore risorto e le campane riprendevano a suonare.

Nel pomeriggio nei piccoli centri il Parroco si recava a benedire le abitazioni, negozi e laboratori. Per quell’occasione le brave massaie addobbavano la propria casa come meglio potevano (i letti ricoperti con splendide coperte, vero vanto del nostro artigianato, orgoglio delle nostre nonne che con telai primitivi creavano dei veri capolavori, e tutt’ora i tessuti Umbri sono ricercati come stoffe pregiate). Le tavole apparecchiate con candide tovaglie di canapa o di lino, anch’esse filate e tessute a mano, con un tocco personale venivano imbandite per la benedizione dei cibi, con cosci d’agnello staccati di rosmarino, carne di castrato guarnita di prezzemolo e pomodoro per il brodo, uova lessate, capocollo nostrano profumatissimo, pane bianco (perché per l’occasione la farina era stata setacciata), bottiglie panciute di vino bianco e nero; al centro dominava la torta dolce e al formaggio, qua e là sparsi i pupazzi per i bambini.

La mattina della S. Pasqua grande colazione con torta al formaggio, uova, capocollo; i bambini con grande gioia ricevevano il magnifico giocattolo (in molti ceti non ne conoscevano di meglio) e, come i gatti fanno con i topi, prima ci si divertivano e poi li mangiavano con grande appetito. A mezzogiorno tutti si recavano alla S. Messa e alla processione; questa volta non più mesta ma solenne; il Salvatore risorto portato lungo le vie ridava come sempre la speranza di essere perdonati con il suo continuo sacrificio.

 
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